E' partito a Bari il corteo del Gay Pride 2003
Il corteo del GayPride 2003, che quest'anno sfila a Bari, è partito puntuale.
Vi partecipano almeno 30mila persone, tra le quali diversi parlamentari, tra i quali Pecoraro Scanio, Grillini, Vendola, Titti De Simone e Mussi. Partecipano anche le Province di Lecce e di Bari e alcuni sindaci di Comuni pugliesi con i loro gonfaloni.
Una sconfitta per le gerarchie omofobiche cattoliche alla cui intolleranza hanno subito dato voce un gruppo di giovani simpatizzanti di AN che hanno lanciato uova e pomodori contro alcuni partecipanti.
di politbjuro at
20:02:58
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Due ragazze si spogliano sull'autostrada A1
Su un cavalcavia dell'autostrada A1, all'altezza di Baselicaduce in Comune di Fiorenzuola, due ragazze si sono spogliate gettando lo scompiglio tra gli automobilisti di passaggio.
Un segno insieme negativo e positivo dell'Italia che cambia: aumenta l'esibizionismo da anni alimentato dal Fininvest-pensiero, cadono i tabù cattoperbenisti.
di politbjuro at
19:57:23
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LIBERTA' DI OPINIONE
Finalmente anche noi siamo in grado di sproloquiare, di aggiungere la nostra voce al brulichio indistinto che tutto omologa, omogeneizza e rende inoffensivo e in fin dei conti inutile.
A che serve allora esserci? A cosa serve cercare di comunicare sapendo che tantissimi altri lo fanno gia' e il loro messaggio si perde, confuso in un'immane blob?
Infatti non serve a nessuno, tranne che a noi; diciamo che lo facciamo a scopo terapeutico, facciamo questo per non cedere al nichilismo o peggio ancora alla tentazione, anche questa irrazionale ma molto piu' pericolosa, di rompere tutto uscendo fuori da una legalita' per cui ci siamo battuti per tutta la vita pur consapevoli che le sue regole erano comunque determinate da chi le poteva comunque rimodellare a seconda dei propri interessi.
On line dunque, con lo stesso spirito con cui si scrive sui muri, consapevoli che sara' il caso a determinarne i recettori come e' il caso che determina i lettori delle scritte sui muri.
On line dunque, perche' il web ci permette di comunicare senza carta e senza rotative, senza direttori responsabili e senza altri editori che noi stessi; infatti, se in Italia una costituzione che, le destre economiche, politiche e secessioniste e l'acquiescenza di chi avrebbe dovuto difenderla stanno per stravolgere senza che sia mai stata del tutto applicata, teoricamente garantisce a tutti i cittadini il diritto alla libera espressione, di fatto pero', tale diritto e' appannaggio solo di coloro che posseggono i mezzi di diffusione dell'informazione e di coloro a cui tali mezzi vengono messi a disposizione. Ma anche nei casi in cui l'ostacolo del mezzo viene superato o aggirato, le voci indipendenti vengono soffocate con norme vessatorie o riduttive del diritto di critica come quelle relative ai reati di vilipendio e calunnia, che pensati per garantire ad istituzioni e singoli la difesa da ingiuste accuse e diffamazioni vengono in realta' utilizzate a difesa dei potenti e dei poteri consolidati. Chi non e' protetto da alcuna corporazione e non ha la possibilita' di sostenere le spese legali per difendersi dalle vendette di chi detiene poteri, privilegi e capitali, e' praticamente costretto al silenzio.
Norma vessatoria per eccellenza e' poi quella che richiede come condizione indispensabile per la pubblicazione di qualsiasi periodico, dal bollettino parrocchiale al giornalino scolastico, la presenza di un direttore responsabile iscritto all'ordine dei giornalisti, cioe' ad una corporazione partorita dal regime fascista, i cui appartenenti dovrebbero dare non si sa bene garanzia di cosa. Di che razza di garanzie si tratti non si capisce bene, ma l'ORDINE DEI GIORNALISTI, a cui si accede dopo un periodo di praticandato presso un periodico sotto tutela di un iscritto alla corporazione e un ridicolo esame in cui fra le altre amenita' vengono anche richieste conoscenze tecniche sulla tipografia e altre cagate simili (come dire che per usare il computer bisogna conoscere l'informatica o che per parlare e' necessario conoscere l'anatomia delle corde vocali!), vigila attentamente a che la prerogativa di "informare" sia rigidamente riservata agli appartenenti alla corporazione.
Sappiamo comunque di non essere del tutto al sicuro!
Alle prime minacce legali andremo a cercare in qualche sperduta parte del mondo dei server che possano ospitare le nostre pagine e che ci garantiscano l'anonimato (ne esistono tanti!) e lasceremo che gli eventuali censori si puliscano il culo con le loro carte bollate.
E' il web, bellezza!
di politbjuro at
17:42:14
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