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08/06/2003

RIFORMA BIAGI

   Nell'affermare che il mercato del lavoro é ora il più flessibile d'Europa, una volta tanto Berlusconi dice la verità.
   Il decreto attuativo della riforma del mercato del lavoro deciso ieri con la pratica autoritaria ormai tipica di questo governo nei suoi rapporti con le parti sociali, dietro una serie di fumose denominazioni tipo: Job sharing, job on call, outsourcing, legalizza vecchie forme di lavoro, come quello a chiamata e le braccia in affitto, manomettendo tutte le tutele contemplate dal diritto del lavoro con un enorme arretramento dei diritti individuali e collettivi.
   Un vero capolavoro é poi lo lo staff leasing, ovvero la possibilità che esistano aziende senza dipendenti che potrano essere affittati a piacimento presso le agenzie interinali, e i cui lavoratori saranno quindi precari a vita.
   Le agenzie per il lavoro, strutture private «polifunzionali» svolgeranno attività di «somministrazione, intermediazione, ricerca e selezione del personale realizzando una nuova forma di caporalato, che comporterà l'individualizzazione di tutte le forme di lavoro che verrà utilizzato secondo le strette necessità della produzione senza alcuna tutela del lavoratore con modalità difficilmente controllabili dal sindacato.
   Non a caso, da parte della Confindustria i commenti sono entusiastici e Antonio D'Amato, dal convegno di Santa Margherita, ha dichiarato riferendosi alla riforma: «E' straordinaria. Il governo ha fatto un lavoro intenso».
   Gli imprenditori italiani, che hanno costruito le loro fortune sullo sfruttamento dei lavoratori e la lira debole degli anni 70, e che sono stati incapaci di crescere e di essere competitivi senza reti di protezioni, potranno tornare ad essere competitivi grazie ad un mercato del lavoro sempre più simile a quello della Corea e delle altre "Tigri Asiatiche".
   Dovremmo chiederci, come faranno i lavoratori "precarizzati", a progettare il loro futuro, a contrarre un mutuo, ad acquistare a rate. E soprattutto dovremmo chiederci che razza di società ci aspetta, dove a fronte di una piccola percentuale di garantiti e vincenti, vi sarà una vastissima area di precari e perdenti.
   Un tempo una condizione simile sarebbe stata socialmente esplosiva e difficilmente gestibile. Oggi un grande apparato che integra media e spettacolo tiene tranquille le masse. Massicce dosi di calcio e robuste somministrazioni di Grande fratello, saranno ottime medicine contro il dolore di una vita da paria.
   E non a caso Berlusconi possiede la più grossa concentrazione di media europea, e possiede anche una squadra di calcio.
   Panem et circens.
di politbjuro at 00:35:36 Commenta: