28/08/2003
T.V.B. BY VALE, ROZZANO
Ale o Alex, Seby, Lory, Raf, Vale, sono i nomi stronzi, generati da una cultura immondizia alimentata dalla televisione, dei disgraziati protagonisti della "strage" di Rozzano.Sul luogo della "strage", scritte con lo spray sull'asfalto, foglietti con messaggi composti da ghirigori, segni colorati, grafie rotonde o stilizzate con i caratteri colorati che si sovrappongono tipici di certi graffiti o dei quaderni e delle pagine dei diari di studenti di media e di elementari educati a sviluppare una pretesa creatività fondata sul vuoto, sull'apparenza, piuttosto che sul messaggio. E poi, orsacchiotti, pupazzi, peluche e tutta quella paccottiglia di plastica che ammorba un universo infantile ed adolescenziale preda di un consumismo feroce insensato ed omologante.
"Il nostro cuore ti appartiene", "Seby dal tuo piccolo angolo di giochi sei volata in cielo", "Sarai sempre fra noi", "Eri unico... non ti potremo mai scordare T.V.B.", "La tua anima e il tuo corpo sono volati in cielo ....". Queste banalità sono gli epitaffi vergati sui biglietti attaccati sul luogo della strage ed è lo stesso frasario povero e sottosviluppato di programmi televisivi del tipo "C'è posta per te" o "Amici" della De Filippi, o "Al posto tuo" della D'Eusanio, così come gli "attori" che si muovono su questa scena che ha come scenografia un "Muretto" sono caratterizzati da tatuaggi, percing, code di cavallo e cappellini da basket indossati con la visiera a protezione della nuca, comuni all'estetica dei protagonisti del "Grande fratello".
Anche l'atteggiamento nei confronti dei giornalisti è confusamente mutuato da quello dei divi. Si alternano e si contraddicono voglia di protagonismo e rifiuto talvolta anche minaccioso dei giornalisti che la vulgata definisce iene. Ma il patetismo e l'esibizione drammatica dei sentimenti, diffusi dalla televisione, ha il sopravvento ed allora le dichiarazioni si susseguono in un mix di gergo da balordi sfigati di periferia, toni da talk show mattutino e frasario da stadio.
A Rozzano, infatti, come in tutte le periferie degradate italiane, dove sono stati di fatto segregati quei grossi segmenti della società ormai privati di qualunque garanzia e resi inoffensive da massicce dosi di calcio, che ormai è la nuova religione, il moderno "oppio dei popoli", non ci sono altri modelli a cui ispirarsi che non siano quelli che le televisioni diffondono. E modelli televisivi, vuol dire modelli di comportamento orientati tutti ad un unico scopo: l'eliminazione di ogni capacità di analisi della realtà con l'obiettivo, ormai praticamente raggiunto, di trasformare i cittadini in consumatori, preda di bisogni che in realtà non hanno, consumatori di beni superflui per i quali sono anche disposti ad ammazzare.
Probabilmente, le dinamiche che hanno portato e stanno portando all'involuzione di una fetta sempre più grossa delle società occidentali, sono inevitabilmente legate alle dinamiche della società dei consumi, ma è fuor di dubbio che un grosso contributo è stato dato da Mediaset e dalla RAI, da trasmissioni come quelle che abbiamo già citato ma anche da trasmissioni come "Il Processo" di Biscardi, che hanno contribuito a spostare le tensioni dal sociale al calcio, quel calcio che è ormai utilizzato per trasferire la rabbia accumulata dai conflitti di classe negli scontri settimanali fra le diverse tifoserie.
Un ulteriore spunto di riflessione forse può essere fornito da un dato che riguarda la vendita dei quotidiani a Rozzano. Come in tutte le periferie sfigate, in testa si trovano i quotidiani sportivi.