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22/09/2003

IL VIZIO DI PROIBIRE

FiniMuccioli.jpg    Nonostante gli sforzi per mostrarsi democratico, il fascista che alberga dentro Fini è sempre in agguato e sbuca fuori non appena si presenta l'occasione.

  Aveva infatti provato a farci dimenticare il suo parere su Mussolini "grande statista", e la sua contrarietà a permettere agli omosessuali di fare gli insegnanti, ma la tentazione autoritaria del proibizionismo ha avuto la meglio e il "vice premier" del governo di Berlusconi Silvio (tessera P2 n. 1816), ha annunciato che entro l'anno verrà varato un decreto legge che punirà l'uso di droghe, abolendo la norma che ne permette il possesso di modiche quantità per uso personale alla faccia della volontà popolare che con un referendum nel 1993 ne aveva affermato la liceità.
  La posizione di Fini trova ovviamente consenzienti vecchi e nuovi fascisti, vecchi e nuovi integralisti, vecchi e nuovi mafiosi, che più volte in passato si erano già espressi contro la "modica Quantità" e contro ogni ipotesi di legalizzazione delle droghe leggere.
  Tra i favorevoli: la Brichetto, Casini, il ministro della "mezza porzione a prezzo intero" Girolamo Sirchia, il figlio del discusso fondatore della comunità di lavoro coatto di San Patrignano Andrea Muccioli, la cupola mafiosa al completo cosciente che maggiore proibizionismo da sempre comporta un aumento del giro di affari.
  Bisognerebbe però ricordare a Fini che sarebbe ingeneroso, all'atto della stesura del ddl proibizionista, non citare il precedente della "Jervolino Vassalli" voluta dal benefattore e amico di Berlusconi Silvio (tessera P2 n.1816), Bettino Craxi, morto latitante ad Hammamet.
di politbjuro at 20:33:45 1 Commento