26/11/2003
screening di massa
UN TEST PER CALDEROLI
Nei sogni del vicepresidente del Senato, il nazileghista Roberto Calderoli, ci sono test per tutti i comportamenti a cui lui é contrario. In questa aberrante logica, che condivide con il pos-fascista Fini, la morale la detta lo stato e per essere sicuri che tutti vi si conformino, dovrebbero essere effettuati screening di massa.
L’esponente nazileghista, sostiene infatti che il test antidroga andrebbe fatto a tutti i parlamentari, perché, sostiene, é preoccupante che ci sia anche solo il sospetto che esponenti politici, che, per mandato popolare, guidano il Paese facciano uso di sostanze stupefacenti.
Anche noi, che invece sosteniamo che ognuno é libero di effettuare tutte le scelte che vuole, purché non arrechino danno agli altri, siamo tentati, tutte le volte che sentiamo e vediamo le buffonate nazileghiste, di rendere obbligatorio un test d’intelligenza per poter avere diritto di parola.
Ma siccome siamo libertari, ci limitiamo a ridere nel sentirli aprir bocca e a preoccuparci nel constatare che sono al governo.
di politbjuro at 11:36:22
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22/11/2003
la politica del piazzista
BERLUSCONI DEPLORATO DALL'EUROPA
A Strasburgo, l'Europarlamento, con una risoluzione, ha "deplorato le dichiarazioni fatte dal presidente in carica del consiglio Ue alla fine del vertice Ue-Russia, nelle quali ha espresso il proprio sostegno alla posizione del governo russo per quanto concerne la situazione dei diritti dell'uomo in Cecenia e della democrazia nella Federazione russa".
Uno schiaffo europeo a Berlusconi Silvio (tessera P2 n. 1816), ed alla sua squallida politica delle "pacche sulle spalle" più adatta ad un piazzista che ad uno statista.
di politbjuro at 20:15:22
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22/11/2003
nonostante le intimidazioni alla magistratura
CESARE PREVITI CONDANNATO PER CORRUZIONE
Nonostante le intimidazioni, gli insulti, le minacce, che l'agguerrita e ben pagata armata di Berlusconi Silvio (tessera P2 n. 1816), non ha risparmiato alla magistratura, Previti Cesare, avvocato, consigliere e sodale del Cavaliere, ex ministro ed ex parlamentare di Forza Italia, è stato condannato a cinque anni per il reato di corruzione. Anche se è mancato il coraggio per accogliere tutte le tesi dell'accusa, va sottolineato l'atto eroico compiuto dai giudici per portare a conclusione un processo che si è cercato di bloccare in tutti i modi.
Questa vicenda ci ricorda quella dei processi ad Andreotti. A forza di minacciare, si arriva all'assoluzione.
Anche con Previti Cesare, complice e servitore del Signore di Arcore, probabilmente andrà alla stessa maniera.
Per il momento comunque, c'è una sentenza in cui si afferma che Previti è un corruttore. E Previti, è noto a tutti, era il braccio destro del piduista di Palazzo Chigi.
Rendiamo omaggio all'eroismo dei giudici di Milano.
Purtroppo, il nostro disgraziato Paese ha bisogno di eroi.
21/11/2003
la coca e la coerenza
del Sen. COLOMBO e dell'On. GALATI
Il senatore a vita, e più volte ministro, Emilio Colombo, e il sottosegretario alle Attività Produttive, Giuseppe Galati, sono coinvolti in qualità di "consumatori", e come tali non punibili, nell'inchiesta sul traffico di stupefacenti che ha portato la Procura di Roma a firmare 19 richieste di custodia cautelare. Anche se in questo caso lo stupefacente in questione, non è dell'innocuo "fumo", ma della più pesante "cocaina", da libertari quali ci riteniamo, giudichiamo legittimo da parte di adulti, informati e consapevoli, quali sicuramente sono il Sen. Colombo e On. Galati, l'acquisto di qualsiasi sostanza, stupefacente e non, per uso personale.
La considerazione che intendiamo fare riguarda invece l'atteggiamento che questi due eminenti uomini politici hanno adottato ed adotteranno in futuro a fronte di norme lesive le libere scelte personali del cittadino, come ad esempio, il Ddl del governo sulle "droghe" voluto da Fini, che è conseguenza di un'idea autoritaria dello stato etico, che indica ai propri cittadini quale è la morale da seguire, e li costringe, con le buone o con le cattive, ad essere virtuosi.
Purtroppo, sulla loro coerenza, non nutriamo eccessive speranze.
di politbjuro at 16:07:59
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17/11/2003
L'indignazione di
PIOVRASET
Con la medesima faccia tosta del suo creatore e padrone, la Mediaset, negando l'evidenza dei numeri e delle circostanze, querela Rai Tre e Sabina Guzzanti per le rivelazioni fatte nel corso del programma Raiot, circa i dati sulle società che hanno tagliato la pubblicità ma l'hanno aumentata sulle reti berlusconiane. Il direttore generale della Rai, Flavio Cattaneo, preoccupato che l'Italia perda il cinquantatreesimo posto nella classifica sulla libertà d'informazione, conquistato anche grazie alla sua deferenza nei confronti del governo di Berlusconi Silvio (tessera P2 n. 1816), convoca immediatamente il direttore di Rai Tre, perché venga evitata una maggiore libertà d'informazione che specie in momenti gravi come questo, potrebbe turbare il Paese.
di politbjuro at 20:15:26
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14/11/2003
Fini e le droghe
L'ISTINTO HA IL SOPRAVVENTO
Il DNA, fascista e autoritario, di Fini, la parte più profonda, istintuale e impresentabile dell'erede di Salò, trova sempre il modo di venir fuori. Il Ddl del governo sulle "droghe", voluto da Fini, è figlio dell'idea autoritaria dello stato etico, che indica ai propri cittadini quale è la morale da seguire, e li costringe, con le buone o con le cattive, ad essere virtuosi piaccia loro o no.
Dal rapporto sull'evoluzione del fenomeno della droga nell'Ue nel 2003, presentato a Strasburgo, emerge che in Europa, almeno un adulto su 5, ossia non meno del 20% della popolazione, ha fatto uso di cannabis, lo stupefacente più utilizzato in assoluto. Secondo lo stesso rapporto, in Italia il 9,4% degli adulti ha fatto uso di cannabis nel corso degli ultimi dodici mesi.
L'Italia ha 57.844.000 abitanti, quindi oltre cinque milioni di adulti hanno usato la cannabis. Fini intende quindi mettere in galera circa cinque milioni di suoi concittadini che hanno il torto di avere un'idea della libertà diversa dalla sua.
Come farà Fini a metterci tutti in galera?
di politbjuro at 00:02:22
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13/11/2003
strage di Nassariya
FUORI I MANDANTI
I rinnegati e i cerchiobottisti in servizio permanente effettivo e quelli di complemento, hanno unanimemente messo subito le mani avanti e nel commentare la strage di Nassiriya dove hanno perso la vita 18 italiani, si sono raccomandati perché l'accaduto non costituisse occasione di speculazione politica. Troppo comodo, signori.
Troppo comodo definire speculazione politica rivendicare le posizioni che da subito avevamo espresso e le obiezioni che avevamo mosso alle posizioni di un governo la cui principale preoccupazione durante tutto il corso della crisi irachena era stata, e continua ad essere, quella di mostrarsi fedele al petroliere Bush e di sposarne in toto menzogne e inganni.
Adesso rinnegati e cerchiobottisti in servizio permanente effettivo e di complemento, ci invitano a stringerci tutti intorno ai caduti, a superare le divisioni nel loro nome e a proseguire la strada che il loro sacrificio avrebbe tracciato.
E no signori! No! Il sacrificio degli uomini mandati al massacro in nome di una politica cieca di adesione ad una linea politica dettata da quel Bush a cui Berlusconi Silvio (tessera P2 n. 1816) tiene tanto a dimostrare la sua miserabile devozione è patrimonio nostro. Non è vero che appartengono a tutti. Quegli uomini mandati al massacro per assecondare i disegni di chi si è impadronito del potere con un golpe mediatico resogli possibile da norme emanate da uno che è morto latitante per sfuggire alla giustizia italiana, provenivano, come accade in tutte le guerre, da una classe sociale alla quale malgrado sia stata data l'illusione di poter scegliere il proprio destino, ha in realtà una rosa di scelte che contempla solo certe opzioni e ne esclude altre.
I genitori, le mogli, le fidanzate, gli amici, di coloro che sono stati massacrati a Nassiriya, non sono mai stati a bordo delle barche dei vip, nè al Billionaire di Briatore, nè tantomeno in una delle ville del Cavaliere (tessera P2 n.1816), non verrebbero mai fatti entrare a nessuna delle feste che nani, magnaccia, troie, calciatori, rinnegati e cerchiobottisti, tengono nei locali alla moda, e a Portocervo non possono andarci neppure in tenda.
I morti di Nassiriya, come tutti i morti di tutte le guerre volute da chi ha da difendere i propri sporchi interessi, sono morti del popolo. Si, del popolo, utilizziamo un termine che il "grande fratello" ha ormai quasi cancellato, sostituendolo con gente, utenti, clienti, consumatori, illudendoci di essere al centro dell'attenzione di un sistema che invece è governato con il fine di perpetuare privilegi e sfruttamenti, di un sistema che ogni giorno di più ci toglie diritti e certezze, di un sistema che contrabbanda lo sfruttamento per progresso.
La strage di Nassariya ha delle responsabilità che sarebbe troppo comodo attribuire alla logica perversa del terrorismo islamico. La strage di Nassariya va addebitata completamente a chi, ignorando la volontà popolare, ignorando il buonsenso, ignorando la volontà dell'Europa, ignorando l'articolo 11 della Costituzione, ha scelto di scendere in guerra a fianco degli Usa.
E costoro, da parte di chi da sempre appartiene alla schiera di coloro che hanno pagato le scelte scellerate di chi il potere ce l'aveva e intendeva conservarlo ad ogni costo, possono essere definiti in un solo modo:
ASSASSINI. Assassini coloro che hanno trascinato in guerra il nostro Paese, complici coloro che li hanno assecondati, complici coloro che li hanno appoggiati, complici coloro che adesso forniscono giustificazioni alle loro scelte criminali.
Assassini. Maledetti assassini.
di politbjuro at 00:31:39
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