03/01/2004
Lega Nord e AN uniti nel Genoma
VENDETTA
Vi è una parte della società italiana, per la quale, Sofri è l'emblema della rivolta nei confronti di quegli equilibri, tabù, convinzioni, modi di pensare, assetti, che il "Sessantotto" spazzo via. Per quella fetta di società che si riconosceva nel rispetto delle gerarchie, nell'osservanza delle tradizioni, nel sesso visto esclusivamente come mezzo di procreazione, nei manicomi come strumento di controllo sociale, nella cieca disciplina come momento formativo, nella triade di valori "Dio, patria, famiglia", coloro che furono i leader del movimento che dalla fine degli anni sessanta, scardinò le loro radicate convinzioni, sono i responsabili della perdita di un mondo che ancora rimpiangono e che sanno irrimediabilmente perduto.
Il più tipico ricettacolo di questo mondo nostalgico è stato a lungo l'MSI di Almirante, dove sono stati allevati personaggi come La Russa e Fini, che durante la loro giovinezza hanno aggiunto alle dosi di rancore con cui sono stati alimentati, le frustrazioni accumulate dal sentirsi tagliati fuori dalla storia.
Tanti di loro, da giovani, vedendo i loro coetanei che praticavano il libero amore, mentre loro si masturbavano con grandi sensi di colpa e con il timore di perdere la vista, ad un certo punto si rendevano conto della insensatezza della trincea che presidiavano e passavano dalla nostra parte, ma i più duri, quelli che ritenevano che la fedeltà viene prima della logica, e che l'intelligenza sia nemica dell'onore, rimasero al posto che gli era stato assegnato rimuginando vendetta.
Dopo tante privazioni, la loro fedeltà è stata premiata. Per uno scherzo della storia (o per i corsi e ricorsi?), un leader socialista poi morto latitante all'estero, Bettino Craxi, tradendo la storia del partito che guidava e di fatto annientandolo, regalò un enorme potere a quel discusso imprenditore dalle oscure fortune che è oggi il Presidente del Consiglio italiano, quel potere mediatico che gli avrebbe permesso di instaurare quella forma di fascismo mascherato di cui è prigioniero il nostro Paese.
Berlusconi Silvio (tessera P2 n. 1816), infatti, forte del suo impero costruito anche grazie alla corruzione del potere giudiziario, come dimostra la condanna del suo complice Previti, è stato il collante di tutte le più miserabili pulsioni del ventre molle del Paese, e delle forze politiche che ne erano espressione.
Fra queste, esemplare è la Lega Nord.
Il suo leader Bossi Umberto, non possedendo alcuno strumento culturale in grado di permettergli la più elementare forma di analisi, reagisce alla complessità caratteristica della società contemporanea in maniera totalmente istintuale, primitiva, in una parola: animalesca. Come i suoi elettori.
Era prevedibile quindi, che una naturale convergenza di opinioni tra i nipotini di Almirante e i seguaci di Bossi, sul tema della grazia a Sofri fosse insita nel genoma delle due formazioni.
La condanna e la detenzione di Sofri, sulle cui motivazioni ci sarebbe molto materiale per discutere, è, per l'istintualità primitiva dell'elettorato di destra, una forma di vendetta, un godimento, a cui è difficile rinunciare. I leader della destra, dal ministro dell'ordalia Castelli, all'ex missino La Russa lo sanno bene.
E ne tengono conto.
Se la condanna di Sofri è stata la vendetta del potere, l'esecuzione della pena è lo spettacolo che il potere offre al volgo.
di politbjuro at 21:39:40
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