06/07/2003

SERVO FEDELE


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  Come ogni anno, con un party nel giardino della sua residenza a villa Taverna, l’ambasciatore Usa a Roma ha festeggiato l’Independence Day.    Fra i circa duemila invitati, i presidenti delle due Camere, leader di partito di governo e dell'opposizione, diplomatici, imprenditori.
  Ma l'ospite d'onore non può che essere il servo sciocco più fedele di Bush: il piduista Silvio Berlusconi. In casa degli yankee, finalmente si sente al sicuro, lontano dalle critiche incalzanti che l'Europa democratica e pluralista gli ha mosso, e a cui non sa dare, ne può dare, altre risposte che non siano insulti gratuiti e arroganti.
  Peccato per lui, che anche in questa occasione, i giornalisti continuino ad incalzarlo sui nodi politici italiani oltre che internazionali che stanno arrivando al pettine.
  Probabilmente si consola pensando al prossimo pellegrinaggio che presto lo riporterà in america, dove sarà ospite del suo amato presidente Bush, e dove potrà respirare l'aria che piace lui.   L'aria di un Paese in cui non esistono garanzie per i lavoratori, non esiste servizio sanitario pubblico e se ti serve un'ambulanza prima ti chiedono quale è la tua assicurazione e se non ne hai una ti lasciano morire, dove le pensioni sono un lusso solo per chi se le può permettere, dove c'è la pena di morte, dove non ci sono lacci e lacciuoli, dove se non sei ricco non hai alcuna possibilità di andare in parlamento e meno che mai di diventare presidente della repubblica.
  Il paese che piace a Berlusconi.
di politbjuro | 06/07/2003
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