Calisto Tanzi : dalla DC a Forza Italia
PARMALAT

La Parmalat, è il tipico esempio italiano di finanza creativa che dimostra, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quanto gli imprenditori italiani siano degli incapaci che devono le loro fortune alla commistione con il potere politico-mafioso
, commistione che ha funzionato fino a quando la competizione economica e industriale non si è spostata sul piano internazionale fuori dal controllo delle mafie nazionali.
Calisto Tanzi, il padre padrone della Parmalat, è il classico imprenditore italiano, baciapile e
fiancheggiatore della Democrazia Cristiana prima e organico a Forza Italia e amico di Berlusconi Silvio (tessera P2 n. 1816) poi, che quando con la caduta delle barriere doganali ha dovuto confrontarsi con il mercato internazionale, ha coperto la propria incapacità a reggere la concorrenza, mettendo in atto tutta una serie di imbrogli contabili-finanziari che hanno portato al disastro la società.
Nel disastro finanziario, con la complicità di quelle associazioni a delinquere che sono le banche italiane, sono stati coinvolti anche centinaia di migliaia di
risparmiatori, che hanno perso i risparmi accumulati in una vita di lavoro e che, mentre i delinquenti che li hanno imbrogliati continueranno a fare una vita agiata, seguiteranno a non avere alcuno strumento per farsi risarcire del danno subito.
Ma il democristiano-forzaitaliota Calisto Tanzi ha molti altri complici nei suoi maneggi, e un ruolo di primo piano in tali complicità lo riveste senza dubbio la Consob che dovrebbe vigilare sulla correttezza delle operazioni finanziarie delle società quotate in borsa, ma che essendo controllata da coloro che dovrebbe controllare, è di fatto solo uno degli ingranaggi del meccanismo del malaffare politico-finanziario che si è impadronito del paese.
Ma c'è forse da stupirsi di tutto ciò? C'è da stupirsi del sistema di scatole cinesi dentro le quali vengono occultati i maneggiamenti che inghiottono i denari dei risparmiatori spostandoli verso paradisi finanziari dove staranno al sicuro a disposizione di coloro che in Italia continuano ad addossare alle giuste richieste dei lavoratori le difficoltà delle loro imprese?
No, non c'è da stupirsi se ciò accade nel paese che incriminò Baffi e Sarcinelli, dove la maggioranza piduista al potere ha eliminato il reato di falso in bilancio, dove il ministro delle finanze è il grande mago della finanza creativa Giulio Tremonti.
di politbjuro | 20/12/2003